La Luna secondo Matteo

Mi chiamo Matteo Betta e sono nato nell’ormai non più vicinissimo 1973. Da allora ad oggi, credo di aver sempre avuto una certa attrazione per la scrittura, perlomeno da quando ho imparato a leggere e scrivere; a far di conto faccio fatica ancora adesso, in verità. Da adolescente - anche e soprattutto grazie all’incontro con Luigi Pirandello, che da allora ho eletto (sperando nella sua postuma indulgenza) a mio “nume tutelare” - una delle poche convinzioni che avevo era che avrei fatto lo scrittore, o in alternativa il giornalista: naturalmente, non ho fatto nessuna delle due cose. D’altra parte, il mio sogno di bambino era invece di essere, non di essere come ma proprio di essere Niki Lauda, l’unico vero idolo che abbia mai avuto in vita mia. Questo dimostra che la progettazione personale non è esattamente il mio forte, evidentemente. Ad ogni modo, messa ormai da tempo da parte ogni velleità di ripercorrere le gesta del mio eroe d’infanzia, da qualche anno in qua ho provato a dedicarmi in maniera un po’ più organica e continuativa a quello che è a tutti gli effetti una delle cose che amo di più fare, cioè scrivere, anche se non per professione, ovviamente. I risultati sono quel che sono, ma in fondo penso di non nuocere più di tanto alla collettività, e nello stesso tempo canalizzo in modo costruttivo e tutto sommato innocuo energie positive che mi aiutano a disperdere quanto c’è di negativo nella vita e nel mondo, cose che mi piacciono entrambe, ma che non sempre si presentano nel migliore dei modi.

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